Palazzo Nichetti Garante

Ariano nel Polesine, Rivà, nei pressi della strada Romea Nuova, vicino al ponte di Mesola e al fiume Po di Goro

Visibile solo esternamente

Il complesso architettonico è costi­tuito da una serie di costruzioni poste in linea. La casa padronale è una massiccia struttura quadrata su tre piani, con pianta tripartita e salone passante. Il principale elemento decorativo è il portale del piano nobile con balconcino in pietra e parapetto in ferro, a cui si aggiungono i camini a tronco di piramide e il cornicione moda­nato. L’ala occidentale del complesso, dopo un radicale intervento di ristrutturazione, si eleva su due piani e ha copertura a ca­panna. Originariamente era destinata ad abitazione per salariati. Il lato opposto è occupato dalla bar­chessa che si apre a sud attraverso cinque archi a tutto sesto, inseriti in campiture scandite da paraste in laterizio. Ortogo­nalmente rispetto al gruppo di edifici so­pradescritto si trovano alcuni annessi ru­stici.

PALAZZO NICHETTI GARANTE | 18th century
Ariano nel Polesine, Rivà, near the Romea Nuova road, close to the Mesola bridge and the Po di Goro River

In the early 19th century, the complex stood along a road, most of which no longer exists today. Furthermore, historical maps reveal numerous alterations to the buildings that made up the architectural complex, which belonged to the wealthy Trotti family. Not far from the Palazzo Nichetti Garante complex stands a small, isolated bell tower. The little church to which it belonged has been demolished, but it was probably a small oratory for worshippers who were unable to reach the nearby town of Mesola, on the other side of the River Po.

Cenni storici

A inizio Ottocento il complesso sorgeva lungo una strada che oggi non esiste più per la gran parte del suo per­corso. La cartografia storica attesta che era composto da un insieme di edi­fici, tra cui si distingueva una casa da massaro di cotto e canna.

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C’erano inoltre vari rustici e un “molino a cavalli”. A metà secolo l’insieme edificato aveva subito nuove trasformazioni: la costruzione principale, composta anche da una cantina e da un granaio superiore, aveva assunto di­mensioni maggiori e pianta a L. Poco lontano si trovava una piccola costruzione. Il lato orientale era occupato da due edifici, uno dei quali avente pianta rettangolare allungata e, poco oltre, c’era una stalla con fienile e por­tico. Per quanto riguarda la famiglia proprietaria, secondo quanto riportato nel Catasto Na­poleonico e in quello Austriaco si tratta della famiglia Trotti. Nel primo caso si leggono i nomi di «Luigi e Massimi­liano Trotti del fu Carlo livellari di Viviani e Fabri», mentre nel secondo la proprietaria era la marchesa Luigia Trotti del fu Luigi Massimi­liano maritata di Bagno. La proprietà passò più tardi alla famiglia Nichetti che gestì ampi territori in questa zona tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Curiosità

Poco lontano dal complesso di Palazzo Nichetti Garante si trova un piccolo campanile isolato. La chiesetta a cui ap­parteneva non esiste più, ma la località di Rivà era citata tra il 1784 e il 1793 nel Diario ferrarese dell’Abate Migliore, Auditore della Camera del Cardinal Le­gato, e sembra che lì già sorgesse un edi­ficio sacro. Si trattava probabilmente di un piccolo oratorio per i fedeli che non potevano raggiungere la vicina Mesola, al di là del Po. Nel 1812 il conte Trotti mise a disposizione uno dei rustici, forse una stalla, perché fosse destinato a chiesa e potesse accogliere un numero mag­giore di fedeli. La cappella fu intitolata a San Gaetano Thiene e fu posta alle di­pendenze di Santa Maria di Ariano. Nella pratica, corrispondeva però alla cappella privata della famiglia Trotti di Bagno poiché non aveva un sacerdote fisso. Dal 1835 fu individuato il Primo Cappellano Curato don Francesco Ba­raldi in modo che potesse celebrare la messa nella cappella, ora intitolata alla Purificazione di Maria Vergine. Nel 1860 la chiesa fu ingrandita e provvista di fonte battesimale. Nel 1891 Rivà fu eretta a Parrocchia, indipendente da Ariano e, grazie anche alle bonifiche vo­lute dal marchese Trotti, il centro ebbe un notevole sviluppo. La chiesa di Rivà si rivelò progressivamente troppo piccola per ac­cogliere i fedeli: di essa restano dunque soltanto le fonda­menta e un piccolo campanile, mentre il nuovo edificio sacro fu edificato dopo la Seconda guerra mondiale.

Galleria

Una storia secolare

Famiglia Trotti

I marchesi Trotti erano legati agli Estensi da cui furono autorizzati ad associarsi il gentilizio. Furono un potentissimo e influente casato attivo al servizio della corte ferrarese fin dal tardo Medioevo e legato a importanti palazzi storici della città. Tra questi, si ricorda Palazzo Trotti-Mosti, edificato alla fine del XV secolo. Nel corso degli anni si legarono tramite matrimoni e alleanze ad altre importanti famiglie nobili, suddividendosi in numerosi rami.

Scheda e traduzione a cura di: Giulia Becevello