Ca’ Venier

Via Venier, 1, Ca’ Venier, Porto Tolle, Rovigo.

Visitabile solo esternamente

L’attuale corte consta di due lunghi corpi di fabbrica, dei quali il primo si snoda sulla riva destra del Po di Maistra mentre il secondo si dispone ortogonalmente al precedente, formando una L. Quest’ultimo si direbbe atto a ospitare funzioni di ricovero e stoccaggio dei prodotti agricoli e forse in tempi non molto remoti anche residenze di braccianti. Formalmente si presenta di nessun interesse rientrando appieno in quella categoria di edifici rurali realizzati agli inizi di questo secolo. Di diverso interesse risulta il primo corpo; trattasi di una lunga barchessa che pur avendo subito non poche modifiche, tamponamento del portico e sopraelevazione, denuncia certamente una diversa matrice, riscontrabile anche nella parte conclusiva occidentale laddove sembra si possa individuare l’impianto della prima casa dominicale. Oggi tale manufatto si sviluppa su tre piani: il sottotetto che ospita il granaio, il piano nobile, dove campeggia nella parte centrale un balcone architravato che si apre su un poggiolo con balaustra in pietra e denuncia all’esterno la presenza di un salone passante, in piena sintonia con la tipologia residenziale deltizia; infine il piano terra che palesa anch’esso la presenza di un grande androne segnato da un portale, anch’esso architravato, in corrispondenza del poggiolo.

 

CA’ VENIER | 1657-1682
In the homonymous village

This Corte, around which the town of San Nicolò developed, was built between 1657 and 1682. It  was heavily damaged in 1839 by a devastating Po flood. The Municipality of San Nicolò, which included the territories of Tolle and Donzella, changed its name to Porto Tolle in 1866, after the annexation of Veneto to Italy. Now it is a farm.

Cenni storici

All’asta del 1657 a Nicolò Venier del ramo da San Vio, Procuratore de Citra verranno assegnate tre prese: le prime due, circa 1.500 campi sulla riva destra dell’attuale Po di Maistra, la terza di campi 300 circa, tra il Po di Goro e il Po di Gnocca…

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Nicolò, il 2 agosto del 1682, inviò al Vicario di Chioggia una lettera nella quale chiedeva l’autorizzazione ad elevare a parrocchia la “chiesa in titolo di S. Nicolò che io sono ad edificare” e ad ottenere il juspatronato sulla stessa, sottolineando come i propri famigli, che sempre più stanno aumentando con gravissimo incomodo e con evidente pericolo di strani incidenti, sono costretti per udire la Santa Messa a portarsi alla chiesa di Contarina, distante dalla più vicina parte miglia dieci incirca (circa 17 km). Dunque, nei venticinque anni trascorsi dall’acquisto alla richiesta di juspatronato non solo era stata costruita la corte ma germinò anche un embrione di villaggio. Nel 1780 (1781) i beni passarono a Nicolò III Contarini da San Silvestro detti dalle Porte di Ferro. La tenuta, dopo la scomparsa di Nicolò III (2/09/1799), tornerà ai Venier da San Vio e infatti nel Catasto Napoleonico risulta proprietario Contarini Luigi in veste di procuratore della moglie Maria Venier di Girolamo, per essere poi ceduta a Francesco Costa di Giovanni Battista. Una disastrosa rotta del Po distrusse, nel 1839, la chiesa di San Nicolò e, molto probabilmente, danneggiò anche la corte. La chiesa fu riedificata in un sito ritenuto più sicuro lontano dall’argine del Po di Maistra nel 1851. Con l’unità d’Italia il Comune di San Nicolò, che comprendeva i territori di Tolle e Donzella, mutò nome in Porto Tolle.

Curiosità

Nella Condizione di decima del 25 maggio 1739 i fratelli Nicolò e Girolamo, nipoti di Nicolò Procuratore, dichiarano: “La Presa N° 1, nominato il Polesine dell’Occa de Campi N° 160 in Donzela, de quali non si cava alcun’Entrata perche sono molti anni che vengono occupati dalli Papalini e Stante detto pregiudizio non siamo tenuti pagar alcuna Gravezza, anzi doveremo Supplicar il Serenissimo Principe per il nostro risarcimento, essendo stati venduti dal Magistrato Eccellentissimo dell’Aque con la Publica Manutenzione al fu nostro Avo”.

Una storia secolare

Venier da San Vio

Nicolò Venier nel 1646 si sposò con Angela Grimani (di Pietro di Almorò) e dalla loro unione nacquero sette figli maschi: Pietro, Girolamo, Giovannibattista, Marcantonio, Sebastiano, Ermolao e Leonardo, il solo ad avere una discendenza maschile. Nominato (28/11/1656) Procuratore de citra con l’esborso di 20.000 ducati, Nicolò il 30 marzo 1688 istituì una primogenitura nella quale erano compresi i possedimenti deltizi. In virtù di tale clausola testamentaria, spentosi senza eredi il 26 gennaio 1780 (1781) Leonardo Venier, pronipote di Nicolò, i beni passarono al sessantasettenne Nicolò III Contarini da San Silvestro detti dalle Porte di Ferro, figlio di Alvise e di Angela Venier nipote di Nicolò Procuratore de Citra. Questi lasciò la conduzione della tenuta a Maria Venier, cugina di Leonardo, per un affitto annuale di 2.000 ducati fino alla morte del locatore, dopo di che la tenuta sarebbe tornata di proprietà Venier.

M. Barbaro, Genealogie di famiglie veneziane, 1751-1800 (ms. in Biblioteca del Museo Correr di Venezia, Cicogna 3622). Particolare dell’albero Venier.

M. Barbaro, Arbori di Patritii veneti, 1751-1800 (Genealogie Barbaro), ms in ASVe, Miscellanea Codici, 4966. 001. Serie Storia veneta bb. 17-23. Particolare dell’albero Venier.

Contarini da San Francesco della Vigna detti dalle Porte di Ferro

Il 26 gennaio 1780 m.v. (1781) Leonardo Venier di Nicolò del ramo da S. Vio, spegnendosi senza eredi, decreta l’estinzione di questo ramo. In virtù della primogenitura istituita il 30 settembre 1688 da Nicolò bisnonno di Leonardo, i beni passano al primogenito maschio tra i collaterali, nel nostro caso a Nicolò III Contarini di Alvise, fu Nicolò, e di Angela Venier di Nicolò, zia di Leonardo. Tra i beni risulta anche la tenuta di San Nicolò oggi Ca’ Venier.

M. Barbaro, Genealogie di famiglie veneziane, 1751-1800 (ms. in Biblioteca del Museo Correr di Venezia, Cicogna 3622). Particolare dell’albero Venier.

M. Barbaro, Arbori di Patritii veneti, 1751-1800 (Genealogie Barbaro), ms in ASVe, Miscellanea Codici, 4966. 001. Serie Storia veneta bb. 17-23. Particolare dell’albero Contarini.

Scheda a cura di: Stefano Turolla