Ca’ Grassi

VISITABILE: visibile esternamente e visitabile in occasione di aperture straordinarie
LOCALIZZAZIONE: Adria, Baricetta, Via Corte Baroni (SP4), a poca distanza dalla riva del fiume Canalbianco

La corte di Ca’ Grassi è circondata da un muro di cinta con accesso monumentale a sud, verso il Canalbianco. La casa padronale è affiancata scenograficamente da due barchesse laterali uguali tra loro e caratterizzate ciascuna da una sequenza di sei arcate scandite da pilastri con lesene. L’edificio principale si innalza su due piani e sottotetto con copertura a padiglione. La facciata meridionale è abbellita al pianterreno da un portale architravato a bugnato con mascherone, sopra al quale si trova una balaustra in pietra a cui si accede attraverso tre portali ad arco. All’interno la pianta è pentapartita e in alcuni ambienti si conservano i soffitti originali a travature lignee, uno scalone in marmo e alcuni camini in pietra d’Istria. Lungo il lato settentrionale del muro di cinta l’accesso al fondo è segnalato dalla torre colombara, mentre all’esterno c’è l’oratorio dedicato alla Natività della Vergine Maria e a San Clemente. La costruzione ha pianta rettangolare e copertura a capanna con capriate in legno. La facciata presenta, sopra al portale di accesso, una scultura raffigurante la Madonna e il Bambino, lo stemma dei Grassi e, a coronamento del frontone superiore, tre statue aventi per soggetto le Virtù Teologali. All’interno, sull’altare in marmo policromo è collocato un gruppo scultoreo composto dalla Madonna al centro tra i Santi Pietro e Paolo (o Clemente), mentre lungo le pareti si trovano quattro sarcofaghi sormontati da tondi in bronzo con i ritratti dei defunti della famiglia Tornielli.

CA’ GRASSI | 18th century
Adria, Baricetta, Via Corte Baroni, a short distance from the banks of the Canalbianco river

In 1701 the Grassi family purchased many fields at auction in the areas of Baricetta, San Pietro, San Lorenzo, and Dragonzo. In the first decade of the 18th century, Paolo Grassi commissioned the building of the villa, which still retains many of its original features today. The courtyard of Ca’ Grassi is surrounded by a boundary wall with a monumental entrance to the south, facing the Canalbianco, and a dovecote tower on the opposite side. The main house is flanked by two identical side barns (barchesse). The oratory dedicated to the Nativity of the Virgin Mary and to Saint Clement faces the main road.

Cenni storici

Nel 1701 la famiglia Grassi acquistò all’asta ampi appezzamenti nei territori di Campagna Vecchia (o Bari­cetta), San Pietro, San Lorenzo e Dra­gonzo. La prima località indicata è quella in cui nel giro di pochi anni sarebbe sorta la casa padronale della famiglia, al posto dei preesistenti rustici e fabbricati agricoli. Le prime notizie documentarie relative all’esistenza della Ca’ possono essere desunte dalla consultazione delle denunce fiscali presentate nel 1711 ai Dieci savi alle decime in Rialto. 

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Paolo Grassi del fu Giovanni del ramo da San Samuele, proveniente da Chioggia, ne tratteggiò con poche parole le principali caratteri­stiche: a Baricetta possedeva «una casa dominical in campagna, con brollo ser­rato di muro, serve per uso». Fu quindi costruita nel primo decennio del Settecento e, nello stesso periodo, Paolo Grassi si impegnò a completare il complesso architettonico con l’edificazione dell’oratorio (1708). Nel 1740 Giovanni del fu Paolo Grassi confermò che la famiglia aveva ampliato le proprietà nel ter­ritorio adriese. I Catasti storici attestano una notevole continuità nella presenza dei Grassi a Baricetta. In particolare, dal confronto con i Sommarioni napoleonici emerge che, all’aprirsi del XIX secolo, i proprietari erano i fratelli Angelo e Do­menico Grassi del fu Giovanni e an­cora nel Catasto Austriaco si fa riferi­mento ad Angelo. Con la sua morte nel 1842 e il matrimonio tra la figlia e il conte Tor­nielli, tutto il complesso entrò tra le pro­prietà di quest’ultimo. Nel 1934 la villa andò a Ildebrando Bonaventura: suo padre era l’amministratore della proprietà, ma Ildebrando era stato cresciuto ed educato come se fosse stato figlio dell’ultimo esponente della famiglia, il conte Arcibaldo Trevisan Tornielli. Anche Ildebrando assegnò la proprietà a colui che gestiva la casa dominicale, Ermenegildo Baroni, al cui cognome è tuttora legata la villa, spesso indicata come Villa Grassi, Baroni. Infine, nel 1978 si registra l’acquisto da parte di Romeo Duoccio: l’edificio divenne patrimonio della famiglia che ancora oggi gestisce il complesso.

Curiosità

Secondo una leggenda, Ildebrando Bonaventura ispirò la creazione de “il signor Bonavenura”, protagonista del fumetto che animò le pagine de “Il Corriere dei Piccoli” dal 1917 e fino alla metà degli anni Cinquanta. Nacque dalla fantasia di Sergio Tofano che conobbe Ildebrando sotto le armi durante la Prima guerra mondiale e con cui continuò a coltivare uno stretto rapporto di amicizia. Il personaggio vestiva con marsina e bombetta rossa, larghi pantaloni bianchi ed era sempre accompagnato dal suo fedele bassotto. Alla fine di ogni storia portava sottobraccio l’immancabile assegno da “un milione”.

Una storia secolare

Grassi da San Samuele

Nelle Genealogie attribuite al veneziano Marco Barbaro e a cronisti successivi si legge un’accurata ricostru­zione delle vicende che interessarono i Grassi da San Samuele. Essi erano origi­nari di Bologna, città che lasciarono per trasferirsi a Chioggia: qui raggiunsero un ruolo di particolare rilievo, tanto che già nel 1230 Gerolamo Grassi fu inserito tra i Nobiluomini del luogo. I suoi discen­denti diedero avvio a molte at­tività che avrebbero contribuito ad accre­scere la fama, l’importanza e le ricchezze della famiglia. A partire dal 1718 Paolo Grassi insieme ai fratelli Pietro, vescovo di Parenzo, Giovanni Battista, Antonio e ai figli Giovanni e Angelo, fu aggregato al patriziato veneziano versando centomila ducati alla Repubblica: sono questi gli anni in cui la famiglia ot­tenne grande fortuna e si dedicò a ingenti investimenti, tanto a Venezia quanto in Terraferma. L’acquisto delle pro­prietà nell’Adriese nel 1701 si inserisce quindi nel grande percorso di ascesa di cui i Grassi furono protagonisti nella prima parte del XVIII secolo.

Tra coloro che maggiormente si interes­sarono al Polesine, si ricorda il già citato Paolo Grassi del fu Giovanni, nato nel 1655. Dal suo matrimonio con Caterina Signo­rini nacquero due figli: Angelo fu, tra le altre cose, colui che si impegnò nella costruzione del celebre palazzo affacciato sul Canal Grande nella parrocchia di San Samuele a Venezia, mentre il fratello Giovanni si occupò delle pro­prietà a Baricetta.

Scheda e traduzione a cura di: Giulia Becevello