Anconetta

Via Retinella, 1393, località Retinella, Loreo, Rovigo.

Visitabile, per info 339 421 30 77

Il complesso, costituito da un edificio, riconducibile alla casa dominicale con fronte principale sul Canale di Loreo, e da un rustico perpendicolare al primo, è stato oggetto di un importante restauro. Oggi la ex Casa dominicale appare come un edificio a tre piani con prospetti principali tripartiti segnati nella parte centrale da un timpano triangolare. Più integro sembra il rustico a due piani anch’esso caratterizzato nelle facciate principali da un timpano triangolare nella parte mediana, sorretto da due lesene doriche.

ANCONETTA | Second half of the 16th century
Retinella locality

The origins of this Ca ‘are not clear. It certainly dates back to prior 1592 and was probably commissioned by the Veniers and then passed to the Contarini family in 18th century, then to the Tiepolos at the end of the 18th century, and finally to the powerful and dynamic Papadopolis between 1811 and 1841. It is now used as a holiday house.

Cenni storici

Non sono chiare le origini della Ca’. Un insieme di fabbricati compare già nella mappa di Ottavio Fabbri del 1592 all’intersezione tra la Retinella  e il Canale di Adria (oggi Po di Levante) come una corte ben strutturata delimitata da mura sui lati occidentale e settentrionale, e dai canali della Retinella e di Adria rispettivamente ad est e a sud.

Leggi di più

La si ritrova una trentina d’anni dopo nella mappa di Girolamo Fabbri (1625) come proprietà  di Sebastiano Venier. Probabilmente si tratta di Sebastiano, di Alvise fu Sebastiano, dei Venier da Santa Maria Formosa,  tuttavia resta un’ipotesi, infatti anche nella mappa di Roccatagliata del 1649 viene riportato il solo casato senza nessun nome, e il rinvenimento dell’arme dei Venier durante i recenti lavori di restauro, nell’edificio orientale, non fornisce informazioni sul ramo del casato. Nel Catastico di Loreo del 1740 la proprietà risulta di Alvise di Nicolò fu Alessandro Contarini da San Francesco della Vigna detti dalle Porte di Ferro. I Contarini ne resteranno proprietari fino al 1799 quando Nicolò III di Alvise si spegnerà senza eredi lasciando, con volontà testamentaria, i suoi beni ai fratelli Giovanni Domenico Almorò e Alvise Tiepolo da Sant’Aponal. La tenuta, unitamente ad altre proprietà deltizie, passerà dai Tiepolo a Giovanni Battista Papadapoli, tra il 1811 e il 1841.

Curiosità

Il termine “Anconeta” sembra sia l’alterazione di inconéta, cioè piccola icona. Si  trattava di un’immagine sacra collocata all’interno di una nicchia posta sull’esterno di una casa colonica o su un elemento della recinzione all’entrata della proprietà. Nel corso dei recenti lavori di restauro nel corpo orientale della corte è stato rinvenuto uno stemma che sembrerebbe riconducibile all’arma dei Venier.

 

Una storia secolare

Venier da Santa Maria Fomosa

Sebastiano primogenito di Alvise, fu Sebastiano, e di Bianca Falier, di Paolo Antonio fu Bartolomeo, nasce a Venezia il 3 maggio 1581; fu senatore, non si sposò e morì il 15 novembre 1645 senza eredi. Verosimilmente gli succederà il nipote Vincenzo, unico figlio del fratello Gabriele e di Chiara Barozzi (di Vincenzo, di Angelo) nato il 26 febbraio 1615 (1616), che darà al suo secondogenito il nome dello zio.

 

M. Barbaro, Genealogie di famiglie veneziane, 1751-1800 (ms. in Biblioteca del Museo Correr di Venezia, Cicogna 3622). Particolare dell’albero Venier.

Contarini da San Francesco della Vigna detti dalle Porte di Ferro

Nel Catastico di Loreo del 1740 Alvise Contarini di Nicolò fu Alessandro risulta proprietario della tenuta tra il Canal Bianco e la Fusa, la Retinella e la Valle del Dose, oggi denominata Anconetta. Il 26 gennaio 1780 m.v. (1781) Leonardo Venier di Nicolò del ramo da S. Vio, spegnendosi senza eredi, decreta l’estinzione di questo ramo. In virtù della primogenitura istituita il 30 settembre 1688 da Nicolò bisnonno di Leonardo, i beni passano al primogenito maschio tra i collaterali, nel nostro caso a Nicolò III Contarini di Alvise, fu Nicolò, e di Angela Venier di Nicolò zia di Leonardo. Tra i beni risulta anche la tenuta di San Nicolò oggi Ca’ Venier.

M. Barbaro, Genealogie di famiglie veneziane, 1751-1800 (ms. in Biblioteca del Museo Correr di Venezia, Cicogna 3622). Particolare dell’albero Contarini.

M. Barbaro, Arbori di Patritii veneti, 1751-1800 (Genealogie Barbaro), ms in ASVe, Miscellanea Codici, 4966. 001. Serie Storia veneta bb. 17-23.Particolare dell’albero Contarini.

Tiepolo da Sant’Aponal

I fratelli Tiepolo, Giacomo e Giovanni Domenico Almorò di Alvise q. Francesco, nel 1799 entrano in possesso, unitamente all’intera tenuta denominata Retinella, dei beni alle Motte grazie al lascito testamentario di Nicolò III Contarini,.
La corte Retinella risulta nel 1811 ancora proprietà Tiepolo.
Tra il 1811 e il 1841 i Tiepolo, probabilmente nelle persone di Alvise Almorò e Nicolò Almorò figli di Giovanni Domenico Almorò, come risulta dal Catasto Austriaco 1841 (comune censuario Retinella e Uniti, mapp 221 e 222), venderanno l’intera proprietà al nobile Giovanni Battista Papadopoli di Nicolò.

Papadopoli

Famiglia originaria dell’isola di Candia che ebbe alto rango nobiliare nell’Impero d’Oriente; trasferitasi nel sec. XVI a Corfù, passò poi a Padova nel 1669, all’indomani della presa di Creta da parte degli Ottomani, con Giovanni il cui figlio Niccolò (1655-1740) fu docente di diritto canonico all’Ateneo patavino e con lui si estinse la linea diretta. Sul finire del sec. XVIII altri membri della casata, i fratelli banchieri e imprenditori Angelo (1772-1833), Spiridione e il ricchissimo Giovanni (1786-1862), si portarono da Corfù a Venezia, San Polo, dove Angelo ottenne la cittadinanza nel 1791, nobiltà confermata nel 1821 e accresciuta col titolo comitale nel 1858. Degni di menzione sono soprattutto i figli di Giovanni, Nicolò (Venezia 1841 – Roma 1922), patriota e senatore, che nel 1905 ottenne l’autorizzazione di aggiungere al cognome di P. quello materno di Aldobrandini, e Angelo (Venezia 1843 – Roma 1919), grande bonificatore, patriota, deputato, fautore della rinascita agricola del Polesine. L’Azienda Papadopoli di Retinella divenne tra il finire dell’800 e i primi decenni del secolo successivo un modello invidiato e imitato tanto da conquistare una preziosa medaglia d’argento alla grande Esposizione mondiale di Parigi 1878 con modelli e progetti innovativi della tenuta.

Scheda a cura diStefano Turolla